di dare un nome a ciò che provo
le promesse sussurrate
quasi dette, sempre vere
l'odio che provo per me stesso
quando in te cerco rassicurazioni
dunque dico che
il tuo sguardo non è mutato
le mani sono dove le ho lasciate
i tuoi baci appena un po' più dolci
e queste mura, nostre testimoni,
che non vogliono crollare
e scopro che riesco ancora a respirare
nulla è cambiato
eppure questo è un mondo nuovo
di promesse e di conquiste;
dunque dico che
ti amo.
Bello questo spazio. Scrivi molto bene...
RispondiEliminaHai aperto un blog :)
RispondiEliminaE non me l'hai detto :(
orpheus
Per quanto non riesca a scrollarmi di dosso la pressante sensazione di leggere sopra la tua spalla, tanto meno riesco a trattenermi dal leggere le tue parole.
RispondiEliminaAccidenti a te. Scrivi veramente bene.
-Lucrezia